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venerdì 16 febbraio 2018

Il faraone eretico Akhenaton, Mosè e la ‘vera storia’ dell’esodo biblico

Esiste un particolare momento della mitologia ebraica, noto come “esodo”, che, secondo la versione biblica, farebbe riferimento alla fuga delle popolazioni ebraiche dall’Egitto dei faraoni, alla ricerca, sotto la guida di Mosè, della “terra promessa”, ad essi garantita in virtù di un “patto” stipulato con il loro dio.

Si tratta di una storia puramente ipotetica, mancando in parte di oggettivi riscontri storicamente documentati, ma comunque decisamente verosimile – ed in ogni caso più verosimile della maggior parte dei racconti biblici ed evangelici, ai quali una quantità enorme di individui presta fede, pur in totale assenza di qualsiasi verifica storica, quando non addirittura in aperta contraddizione con la storia stessa.

Per motivi di spazio ci limiteremo ad enunciare alcuni fatti fondamentali.

Intorno al 1300 a.C. Akhenaton, passato alla storia come “il faraone ribelle o eretico”, contrappone un culto monoteista a quello politeista in vigore in tutto l’Egitto, forse continuando l’opera intrapresa da suo padre Amenophis III e fonda una nuova capitale ad Amarna, a circa 200 km a sud del Cairo. Il popolo resta però in maggioranza fedele agli antichi dei. Seguaci di Akhenaton e del nuovo ed unico dio Aton, saranno solo una esigua minoranza della popolazione egizia, alcune razze tipicamente africane e la quasi totalità degli hyksos, i discendenti delle tribù semite che intorno al XVII secolo a.C. avevano invaso il nord dell’Egitto dominandolo per due dinastie, prima di essere definitivamente sottomessi.
Dopo circa diciassette anni di governo, tuttavia, Akhenaton scompare nel nulla e la restaurazione politeista si accanisce contro di lui, con una accurata damnatio memoriae: quasi tutti i segni visibili del suo passaggio – iscrizioni, sculture, documenti – vengono così distrutti e la stessa città di Amarna rasa al suolo.

Secondo recenti ipotesi, un’insurrezione della popolazione, guidata dal clero tebano, costrinse il faraone eretico ad abbandonare l’Egitto, per stabilirsi presumibilmente in Palestina con tutti i suoi seguaci; a conferma di ciò esiste una lettera nella quale il governatore di Gerusalemme fa esplicito riferimento al divieto di abbandonare le terre dell’esilio.

L’identificazione del faraone ribelle ed esiliato Akhenaton col Mosè biblico dell’esodo ebraico, appare estremamente logica. Sono infatti facilmente rintracciabili le numerose analogie storiche, circostanziali e cronologiche tra i due personaggi. Lo stesso nome di Mosè sembra di origine egiziana ed il mito della sua infanzia – salvato dalle acque ed educato alla corte dei faraoni, in perfetta analogia col precedente mito del sumero Sargon – appare come il tentativo di mascherare una realtà che “non deve” essere divulgata.

Facciamo ora un salto in avanti di più di tremila anni: Egitto 1923, apertura ufficiale della tomba di Tutankhamen. Contravvenendo – come del resto era la regola a quei tempi – alla più elementari regole deontologiche, gli scopritori del sito archeologico, Lord Carnarvon e Howard Carter, avevano, circa tre mesi prima dell’apertura ufficiale, già violato in segreto la tomba, trafugando una moltitudine di oggetti preziosi e suppellettili che avrebbero arricchito il mercato clandestino delle antichità egizie, nonché, supponiamo, i loro personali patrimoni.

Ad un primo sommario inventario, tra gli oggetti “ufficialmente” ritrovati nella tomba sono presenti anche alcuni papiri; di essi si fa cenno nella corrispondenza privata dei due, in lettere inviate ad amici e colleghi; ma poco tempo dopo i suddetti papiri risultano inesistenti, cancellati dai successivi inventari. Interrogato in proposito, Carter dichiarerà trattarsi di un clamoroso errore: alcuni rotoli di lino presenti nella tomba erano stati sprovvedutamente scambiati per papiri.

Tale versione appare poco credibile, trattandosi di egittologi esperti – Carter, in particolare, ha alle spalle una lunghissima carriera – ma nessuno solleva obiezioni. Accade però che in un secondo momento, a seguito di vicende che non ci dilunghiamo a narrare, le autorità egiziane prospettino la possibilità di togliere a Carter la concessione per continuare gli scavi.

Questi allora si reca al consolato britannico e minaccia, nel caso in cui non gli fosse stata rinnovata la concessione, di svelare al mondo intero il contenuto dei papiri… fornendo, cioè, il vero resoconto dell’esodo degli ebrei dall’Egitto. Tale episodio è riportato da Lee Keedick (memorie, 1924 circa) con tale dovizia di particolari, da far ritenere improbabile che si tratti di una circostanza inventata, né risulterebbe intelligibile il motivo di una eventuale fantasiosa invenzione.

E’ pertanto perfettamente lecito, date tali premesse, supporre che la divulgazione del contenuto dei papiri avrebbe ottenuto effetti indesiderati a livello politico; ed è altrettanto lecito ipotizzare che i papiri narrassero la storia di Akhenaton e dell’esodo suo e dei suoi seguaci verso la Palestina.

Ricordando che era solo di pochi anni prima, la famigerata ‘Dichiarazione Balfour’ (ovvero il primo riconoscimento ufficiale delle aspirazioni sioniste in merito alla spartizione dell’Impero Ottomano, costituito da una lettera, scritta dall’allora ministro degli esteri inglese Arthur Balfour a Lord Rotschild – principale rappresentante della comunità ebraica inglese e referente del movimento sionista – con la quale il governo britannico affermava di guardare con favore alla creazione di un focolare ebraico in Palestina), si comprende come un documento che nella sostanza minava alla base i miti fondatori del movimento sionista – in particolare relativamente ad una presunta omogeneità razziale ed alla volontà di far ritorno alle terre dei propri presunti avi – avrebbe avuto nell’opinione pubblica mondiale un impatto dirompente, delegittimando definitivamente il movimento sionista stesso, che aveva già intrapreso a tappe forzate e con tutti i mezzi disponibili, non escluso il terrorismo, la colonizzazione della Palestina.

La divulgazione di tale materiale avrebbe, inoltre, fornito argomentazioni irrefutabili agli arabi, che in quegli anni manifestavano a Gerusalemme e altrove, contro l’appoggio britannico alla creazione di uno stato ebraico in Palestina.

Per inciso, vogliamo qui puntualizzare che, quand’anche fosse provata la omogeneità razziale delle popolazioni di religione ebraica (pur sembrandoci inverosimile far discendere dal medesimo ceppo razziale un askenazita ed un falashà) o fosse provata la presenza dominante in Palestina, tre millenni fa, dei progenitori degli attuali ebrei, questo non sarebbe sufficiente a rivendicare alcunché. Inoltre, ci hanno sempre ripetuto che uno stato fondato sulla razza costituisce il Male Assoluto… ma forse l’entità sionista fa eccezione a tale regola generale.

Esistono, inoltre, altre notizie interessanti a completare il quadro: lady Almina, moglie di Lord Carnarvon, era la figlia di Alfred de Rothschild, finanziere e parente stretto di Edmond de Rothschild, il banchiere ebreo promotore del primo congresso sionista a Basilea del 1897. E’ presumibile, quindi, che questi sia stato tempestivamente informato del contenuto dei papiri ed abbia effettuato le opportune contromosse per impedirne la divulgazione.

Nei dieci anni successivi alla scoperta della tomba di Tutankhamen, infatti, circa una quindicina di personaggi che avevano avuto qualche ruolo nei lavori di scavo e nella documentazione dei materiali rinvenuti, o semplicemente di questi erano amici o parenti, perirono in circostanze a dir poco misteriose: improbabili suicidi, strane malattie dai sintomi inspiegabili, anomali arresti cardiaci ecc.

Inoltre, la stampa dell’epoca accolse, amplificandola a dovere, la leggenda passata alla storia come “la maledizione del faraone”, e nessuno avanzò l’ipotesi che potesse semplicemente trattarsi di testimoni pericolosi, scomodi, cui doveva essere drasticamente impedito di raccontare ciò che forse sapevano.

Del resto, la pratica degli “omicidi mirati” per l’eliminazione di chiunque ostacoli l’entità sionista, non era ancora nota a tutti o da quasi tutti passivamente accettata.

Per chi fosse desideroso di approfondire l’argomento trattato consigliamo: Andrew Collins, Chris Ogilvie-Herald “La cospirazione di Tutankhamen”, Newton Compton Editori; Marco Pizzuti “Scoperte archeologiche non autorizzate”, Edizioni Il Punto d’Incontro; il sito “Altra Informazione” a cura di Marco Pizzuti; la ricca bibliografia reperibile nelle opere citate.

FONTE:

Rivisto da www.fisicaquantistica.it

Fonte: http://www.infopal.it/mose-ed-akhenaton-forse-due-storie-in-una/

sabato 27 gennaio 2018

Highway 666 ● L'autostrada del Diavolo





Lungo la Highway 666, nel corso della storia, si sono verificati un’infinità di fenomeni inspiegabili. Considerata una della strade più famose del Nord America, questa strada si estende per una distanza di 312 chilometri, iniziando dalla città di Monticello nello Utah, fino alla città di Gallup, nel New Mexico. Mentre si percorre questa strada si va incontro a una grande quantità di paesaggi maestosi, dalle sconfinate lande aride, a deserti popolati da enormi cactus. Nonostante il fatto che questa autostrada sia così popolare, molti viaggiatori fanno di tutto per poterla evitare e ora scoprirai il perché di così tanta paura...
La Highway 666 è famosa per essere uno dei luoghi più infestati d’America. Si trova nella regione identificata come “Four Corners”, ossia “Quattro Angoli” che corrispondono agli stati dello Utah, del Colorado, dell’Arizona e del New Mexico. Nel 2003 gli Stati Uniti ribattezzarono questa minacciosa autostrada in U.S Route 491 poiché il numero 666 non rassicurava molti viaggiatori in quanto considerato come il numero della Bestia… del Diavolo! Quando questa autostrada era identificata ancora con quel numero diabolico, molti la chiamavano “L’autostrada del Diavolo” e sulla base di statistiche, ci fu un numero insolitamente elevato di incidenti e decessi, così molti credettero che chiunque avesse percorso anche solamente pochi metri di quei 312 chilometri, sarebbe stato immediatamente maledetto. Nel corso della storia dell’autostrada, ogni singolo incidente e morte è stato considerato come un riflesso del male che si diceva risiedesse attorno questo tratto di strada e quando venne ribattezzata in U.S Route 491, le statistiche relative agli incidenti e ai decessi furono drasticamente ridotte. Gli scettici affermano che questo è dovuto al fatto che gli automobilisti non sperimentano più la paura psicologica che qualcosa succederà loro mentre viaggiano lungo la Highway 666, tuttavia molti considerano questo fenomeno assai misterioso!
Una delle storie più diffuse che circondano i fenomeni inspiegabili della Highway 666, è la storia di una minacciosa e inquietante berlina nera che darebbe un passaggio alle persone che si sono perse lungo questo tratto di strada. Molte persone che hanno viaggiato sulla Highway 666 affermano che mentre il sole tramontava, lasciando libero spazio alle tenebre, un misterioso senso di paura e insofferenza prendeva il sopravvento del corpo. Una volta che l’oscurità regnava sulle lande desolate, i testimoni affermavano di vedere dei fari provenire da dietro di loro e, nonostante l’elevata velocità, questi fari sembravano guadagnare metri molto rapidamente, tant’è che molti si fermavano sul ciglio della strada per farsi superare da questa auto misteriosa per poi scoprire che non era guidata assolutamente da nessuno! Si tratta di un'allucinazione indotta dalla paura, oppure Satana intimorisce i viaggiatori con questa misteriosa berlina nera? C’è anche chi afferma che a inseguire i poveri automobilisti non sia solo questa berlina, ma ci sarebbero anche i cosiddetti “Hounds of Hell”, traducibile come “Segugi dell’Inferno”. I testimoni affermano che queste bizzarre bestie soprannaturali avrebbero la capacità di correre talmente veloce da stare al passo con i veicoli. Si ritiene che questi cani demoniaci siano responsabili di numerosi incidenti stradali, infatti con i loro affilatissimi denti distruggerebbero le gomme e con enormi balzi riuscirebbero a saltare sopra le automobili in corsa! A questo punto, tutte le misteriose apparizioni appena elencate potrebbero essere un brutto scherzo dovuto alla paura, eppure molti testimoni sono sicuri di quello che hanno visto e di quello che hanno sperimentato direttamente sui loro veicoli: auto misteriosamente in panne e gomme forate, tutti guasti che hanno costretto i malcapitati a una fermata d’emergenza… ed è proprio durante queste fermate che la paura prende il sopravvento e compaiono strane creature o mezzi guidati da nessuno!
Come ogni strada misteriosa o infestata che si rispetti, la Highway 666 si dice sia la dimora di molti spiriti ostili, tuttavia ce n’è uno apparentemente innocuo, quello di una ragazza che viene solitamente vista sul ciglio della strada, in piedi, con un vestito bianco che sembra aspettare qualcuno. L’espressione di questa ragazza, a detta dei testimoni, è tanto triste quanto inquietante e chiunque la guardi è assalito da un’improvvisa preoccupazione. Coloro che hanno provato ad avere a che fare con questa misteriosa ragazza, hanno riferito che se si prova ad avvicinarsi, la figura svanisce nel nulla. Ci sono anche molte leggende che fanno parte della cultura dei nativi americani e una di queste riguarda un gruppo di persone che hanno l’abilità di mutare il proprio aspetto con quello di vari tipi di animali. Queste persone sono generalmente chiamate “Skinwalkers” e sono dei veri e propri mutaforma. Un tempo si credeva che gli stregoni e gli sciamani fossero dei veri e propri Skinwalkers. Molti affermano che gli spiriti di queste persone esistano ancora oggi lungo la Highway 666. Si ritiene che siano in grado di trasformarsi immediatamente in svariati tipi di animale, apparendo improvvisamente di fronte al traffico in arrivo e di conseguenza, il veicolo sarebbe istantaneamente coinvolto in un incidente potenzialmente fatale. Altre leggende raccontano che questi Skinwalkers si presentano lungo la Highway 666 per scoraggiare gli automobilisti a percorrere tale tratto di strada e se il viaggiatore non tiene conto di questi avvertimenti, un malvagio sciamano apparirà sul sedile posteriore del veicolo e che con la sua magia toglierà la vita al guidatore nelle maniere più cruente possibili strappandogli letteralmente l’anima. Queste leggende sono alimentate dal fatto che durante la costruzione dell'autostrada sono stati sepolti numerosi cimiteri che gli indiani usavano quando risiedevano nell’area.
Come avete appena potuto ascoltare, tutte le storie che circondano la Highway 666 sono così assurde da risultare poco credibili per chiunque. Il tutto potrebbe essere un insieme di leggende, fatti realmente accaduti e poi storpiati e come ingrediente finale potrebbe esserci la suggestione che il numero della Bestia potrebbe scaturire nella mente delle persone. Al di là di mostri e spiriti, esistono storie di vere e proprie sparizioni. In alcuni casi i veicoli o le persone sono svaniti nel nulla senza lasciare traccia, in altri le persone hanno rifatto la propria comparsa dopo svariati giorni senza che si rendessero conto del tempo che era effettivamente trascorso. Questo è il cosiddetto fenomeno del “timeloss”, ossia “perdita del tempo” sperimentato spesso dalle presunte vittime di rapimenti alieni. La persona è convinta che siano trascorsi pochi minuti o poche ore quando in realtà sono trascorsi svariati giorni. Questo fenomeno inspiegabile è accaduto diverse volte nel corso della storia lungo la Highway 666. Come abbiamo detto all’inizio, nel 2003 la Highway 666 è stata ribattezzata in U.S Route 491 e questo portò un brusco calo al numero di incidenti riportati, trasformando di fatto quella strada in un qualsiasi tratto asfaltato... anche se c’è chi ancora oggi afferma di vedere strane apparizioni soprattutto di notte.
Chiunque sia particolarmente affascinato dai posti infestati o dai fenomeni inspiegabili, si divertirà sicuramente a percorrere questa autostrada, magari durante una notte di luna piena, perché leggende oppure no, le autostrade oscure e solitarie hanno certamente un certo potere nel riuscire a suscitare sentimenti di desolazione, solitudine, disperazione e paura… è come se alcune di queste autostrade penetrassero non solo attraverso aspre terre selvagge fino all’orizzonte e oltre, ma anche attraverso la psiche umana nei misteriosi regni del nostro subconscio.

fonte:
https://fuocodiprometeoblog.blogspot.it/p/benvenuti.html

martedì 16 gennaio 2018

Paul Amadeus Dienach viaggiò nel futuro?


Paul Amadeus Dienach,vissuto durante l’inizio del 20° secolo nell’Europa centrale, è l’autore del libro “Cronache dal Futuro”, basato sulla sua esperienza unica.
Logicamente, è difficile credere a tale storia.A causa di una malattia trascorse un anno della sua vita in uno stato comatoso. Come afferma egli stesso, in quel periodo la sua coscienza era passata nel futuro, in un corpo diverso.
Questo libro conteneva una profezia unica.Tuttavia, non tutti erano scettici al riguardo. È un dato di fatto che i massoni hanno accettato il contenuto del suo libro come un segreto molto importante e lo tennero sotto la loro protezione.
Non molte persone hanno avuto la possibilità di leggerlo. Il libro è stato stampato in Grecia in un numero molto limitato di copie.
Tuttavia, oggi le cose sono cambiate, e le persone possono ora accedere a questi contenuti segreti e conoscere il futuro.
Una cosa interessante è che Paul Amadeus Dienach , professore di studi di lingua tedesca, non ha mai avuto l’intenzione di diventare uno scrittore. Il suo libro “Cronache dal futuro” è il risultato di un’esperienza non pianificata.
A Dienach fu diagnosticata un encefalite letargica (malattia del sonno), e le sue condizioni di salute peggiorarono nel 1921, portandolo a trascorrere un anno in coma.
Anche se il suo corpo era in un ospedale a Ginevra, ha affermato che era sveglio tutto il tempo, e di passare il tempo durante l’anno 3906 DC.
Dopo il suo coma, ha spiegato che la sua esperienza futurista coinvolse il cammino della sua coscienza nel corpo di un altro uomo, Andrew Northam.
Egli ha detto che le persone del futuro hanno notato che la sua coscienza era nel corpo di Andrew Northam, e gli offrirono aiuto in quel nuovo ambiente sconosciuto, aiutandolo a capire il progresso del genere umano attraverso il tempo.
Secondo ciò che ha visto, l’Homo Novus Occidantalis sarà la nuova razza umana. Era un dato di fatto che, nel futuro, dove si trovava, l’attuale razza umana aveva fatto alcune buone scelte, e alcune cattive, nel corso del tempo.
Subito dopo si è svegliato dal coma, e ha confessato la sua esperienza solo nel suo diario. Sapeva che la gente non lo avrebbe potuto capire, aveva paura di essere ridicolizzato.
Nel 1922 ha viaggiato in Grecia, nella speranza che il clima mediterraneo potesse aiutarlo a migliorare la sua condizione di salute, mentre insegnava tedesco all’università.
Così conobbe George Papahatzis.
Papahatzis era un suo allievo, ma negli anni successivi divenne il Vice Presidente del Consiglio Nazionale della Grecia, membro fondatore della greca Philosophical Society e uno dei riformatori del diritto amministrativo in Grecia, così come un membro alto rango della società Massonica.
Provavano fiducia l’un per l’altro, così che due anni dopo, quando Dienach sentiva che ormai non c’era più speranza per la sua salute e che la fine era vicina, lasciò a Papahatzis i suoi appunti, dicendogli che lo avrebbero potuto aiutare con il suo tedesco in futuro. Dopo di che, Dienach lasciò la Grecia e morì poco tempo dopo.
George Papahatzis certamente non si aspettava di trovare una profezia nascosta fra le note del suo amico.
In un primo momento, credette di avere di fronte uno strano romanzo. Ma dopo anni di traduzioni e analisi, dal 1926 al 1940, si rese conto che aveva le memorie di Dienach fra le sue mani.
Quando la seconda guerra mondiale finì, Papahatzis cercò di mettersi in contatto con Dienach e i suoi parenti, senza successo.
Papahatzis era un membro della società massonica, quindi la traduzione delle note di Dienach erano disponibili solo per i membri altolocati di questa società.
I massoni videro Dienach come un profeta e le sue note erano importanti per loro.
Tuttavia, Papahatzis espresse il desiderio di pubblicare queste note nel 1972, che non fu ben accolto.
La Chiesa agì in maniera aggressiva, accusando Papahatzis di eresia. Perse il lavoro, e di molte copie del libro, solo poche si salvarono.
Lo stesso è accaduto con un altro tentativo di pubblicare le note nel 1979, anche se, in quel momento, la Grecia iniziò ad applicare la democrazia invece della dittatura.
Questo atteggiamento negativo generale alla profezia è rimasto per altri trent’anni.
Uno dei pochissimi che non ignora l’esistenza di questo libro è stato Radamanthys Anastasakis , che era un ex-membro di alto rango di molte società segrete, e che era responsabile per il terzo turno di pubblicazione, solo in un numero limitato di copie .
In origine, gli appunti di Dienach erano molto estesi, che era il motivo per cui le prime edizioni del libro di 800 pagine erano molto difficili da leggere.
Nel frattempo, il libro è stato modificato ed illustrato, e il suo contenuto presenta ora l’essenza dell’esperienza straordinaria di Dienach.
Il libro che mostra il nostro futuro è ora ampiamente disponibile.


martedì 26 dicembre 2017

Chi è veramente Dio ?

Riportiamo alcune ricerche sul web dove viene discussa la figura di Dio:
CHI è IL DIO DELL'ANTICO TESTAMENTO?



IN UN INTERVISTA DI MAURO BIGLINO APPROFONDIAMO LA BIBBIA SENZA "VELI"!!!




Intervista a Mauro Biglino - Confronto a distanza con Rav Di Segni VIDEO SI PARLA DI BIBBIA










sabato 9 dicembre 2017

MISTERIOSI AVVENIMENTI PRIMA DELLE GRANDI CIVILTA’

Il confine tra Preistoria e Storia non è facilmente definibile. In generale si fa partire la Storia con l’inizio della civiltà egizia in Egitto e della civiltà Sumerica tra i fiumi Tigri ed Eufrate nell’attuale Iraq, entrambe sorte intorno al 3.300 avanti Cristo. Alla stessa epoca risalgono le civiltà di Mohenjo-Daro ed Harappa nella valle dell’Indo (attuale Pakistan) caratterizzate da grandi città densamente abitate.
La storia umana è però molto più antica: se non si vuol considerare l’Australopithecus, presente sul nostro pianeta già tre milioni e mezzo di anni fa, dobbiamo notare che l’Homo Habilis era presente già due milioni di anni fa.
Durante questo lunghissimo periodo si susseguirono numerose glaciazioni ed altre catastrofi naturali alle quali la specie umana è sempre sopravvissuta.
In questo breve articolo ci soffermeremo su alcuni indizi che potrebbero far sorgere il dubbio che possa essere esistita una qualche civiltà precedente a quelle sopra citate e che alcuni importanti avvenimenti del lontano passato sfuggano ancora alla storiografia ufficiale.
Innanzitutto c’è la leggenda di Atlantide. Questo continente scomparso è citato solo in due scritti: il Timeo ed il Crizia del filosofo Platone vissuto in Atene intorno al 400 avanti Cristo.
Nel racconto dei sacerdoti egizi a Solone si parla di questa misteriosa civiltà situata in una terra oltre le Colonne d’Ercole (stretto di Gibilterra) che avrebbe colonizzato anche tutto il Nord-Africa fino all’Egitto compreso. Questa civiltà sarebbe poi scomparsa a causa di un immane cataclisma intorno al 9.600 avanti Cristo.
Alla leggenda di Atlantide è strettamente collegato il mito del Diluvio Universale presente in quasi tutte le prime civiltà: questo mito è presente nella Bibbia (antico Testamento), nell’epopea di Gilgamesh (un poema babilonese del terzo millennio avanti Cristo). Troviamo racconti del diluvio anche tra gli Ittiti, tra i greci (racconto di Deucalione e Pirra) e tra gli egizi (racconto del Re Surid, vissuto prima e dopo il diluvio). Leggende che parlano di un grande diluvio si trovano anche in America tra gli Atzechi in Messico, i Sioux in Nord America, gli indios Mura dell’Ammazzonia, gli indios Guarani in Paraguay e perfino in Cina.
Se i racconti sono tanti, è assai probabile che nei millenni passati sia effettivamente accaduta una grande catastrofe che avrebbe causato la sommersione di vaste aree delle terre emerse di allora.
Passando alle grandi civiltà dell’America Centrale e Meridionale, dobbiamo notare che gli Aztechi sostenevano di venire da un luogo chiamato Aztlan (Atlantide?). Il suffisso atl in lingua messicana significa acqua ed anche i Toltechi, sempre in Messico, sostenevano di provenire dallo stesso luogo.
Entrambe queste popolazioni si caratterizzarono per la costruzione di piramidi il che ci fa pensare che questo tipo di monumento, presente in civiltà così diverse e lontane tra loro, abbia un qualche significato che tuttora ci sfugge.
Teotihuacan, la capitale dei Toltechi e successivamente degli Aztechi, è caratterizzata da costruzioni monumentali, in particolare le gigantesche piramidi del Sole e della Luna. Questa città era preesistente all’arrivo delle due popolazioni: quando gli Aztechi, e ancora prima di essi i Toltechi la trovarono, era già abbandonata e in rovina da migliaia di anni. Furono gli Aztechi a chiamarla Teotihuacan (città degli Dei).
I Toltechi già si interrogavano sull’identità dei suoi misteriosi costruttori, stupefatti dall’immensità degli edifici e dei palazzi.
Tornando alla civiltà egizia, dobbiamo osservare che, secondo alcune teorie, anche le tre Piramidi risalirebbero a 12000 anni fa: esse sono allineate in modo che i loro vertici puntano alle tre stelle della cintura della costellazione di Orione, Alnilam, Alnitak e Mintaka. Ma, mentre il vertice della piramide di Cheope punta precisamente verso Alnitak e quello della piramide di Chefren verso Alnilam, la piramide di Micerino, per puntare con precisione verso Mintaka, dovrebbe essere spostata di 35 metri. Ma se ci riferiamo alla posizione delle tre stelle di 12000 anni fa vediamo che la corrispondenza è perfetta!
Quale misterioso messaggio per l’Umanità futura dovevano lasciare queste misteriose gigantesche costruzioni?
Nella piana di Giza in Egitto, oltre alle tre grandi piramidi ed altri monumenti, si trova la Sfinge. Essa è un enorme monumento che raffigura un essere con la testa umana ed il corpo di un leone accovacciato. La statua è lunga 73 metri, larga 6 metri ed alta 20 metri. Poichè il volto pare rappresentare il Faraone Chefren si è ritenuto che la sfinge risalisse circa al 2500 avanti Cristo epoca in cui visse il Faraone.
C’è però da osservare che la testa appare troppo piccola (si fa per dire) rispetto al corpo, inoltre la pietra di cui è fatta la testa presenta caratteristiche diverse da quella di cui è fatto il corpo.
Tutto ciò lascia pensare che la testa sia stata aggiunta in epoca successiva, sostituendo la testa originaria che probabilmente era una testa di leone.
Inoltre il corpo della sfinge presenta vistose tracce di erosione dovute a grandi piogge. Ma il clima dell’Egitto, negli ultimi 6000 anni, è stato molto secco per cui la data di costruzione del corpo è probabilmente assai più antica. L’erosione è verosimilmente dovuta alle grandi piogge che colpirono l’Egitto dopo l’ultima era glaciale, cioè circa 12000 anni fa, ma in quell’epoca la civiltà egizia non c’era ancora!
C’è da osservare ancora che l’orientamento della sfinge è tale che il volto guarda esattamente verso il punto in cui sorgeva la costellazione del leone 12000 anni fa. Per quale motivo il faraone Chefren avrebbe dovuto costruire la sfinge col corpo di Leone, tenedo conto che questa era una costellazione che la sfinge non vedeva ormai da migliaia di anni?
Tra i misteri del lontano passato, non possiamo trascurare poi quello della provenienza degli Ariani (Arya = Nobili), detti anche Iperborei a causa della loro provenienza dalle regioni circumpolari: questa misteriosa popolazione, tra il 2000 ed il 1400 avanti Cristo scese dal nord e, divedendosi in due tronconi, invase il subcontinente indiano e la Grecia, dando origine a due delle più grandi civiltà che siano mai esistite. La loro lingua originale era il sanscrito e bisogna notare che in questa lingua sono esprimibili concetti filosofici che sarebbe impossibile esprimere in molte lingue moderne, tranne forse il tedesco.
Chi erano e da dove venivano gli Ariani? Il geografo ed esploratore greco Pitea parla per la prima volta della leggendaria isola di Thule nella quale il Sole splendeva per sei mesi all’anno e che distava sei giorni di navigazione dall’odierna Scozia. Quest’isola sarebbe stata abitata da una leggendaria popolazione, gli Iperborei. Questi sarebbero stati custodi di una Tradizione Filosofica Primordiale che avrebbero ereditato dalla civiltà di Atlantide ormai scomparsa. Thule è menzionata anche nella “Geografia” di Tolomeo ed in molte altre opere antiche. Gli studiosi tendono ad identificare l’isola con l’Islanda o con la Groenlandia (Greenland, Gronland = Terra Verde) che in un remoto passato avrebbe avuto rapporti con Atlantide, prima che questa fosse inghiottita dalle acque. Nelle terre attorno al polo effettivamente il giorno dura sei mesi e la notte altrettanto.
Spinti dai mutamenti climatici, gli Iperborei, guidati dai loro capi (gli Arya), lasciarono la mitica Thule e migrarono verso sud in paesi più caldi portando con se le loro antiche conoscenze.
Nei Veda, i testi sacri risalenti ad oltre 4000 anni fa che essi portarono nel subcontinente indiano, sono descritte configurazioni astronomiche osservabili solo in aree dell’emisfero boreale non lontane dal circolo polare artico, in un’epoca molto anteriore alla fissazione per iscritto dei Veda stessi.
Degni di nota sono poi racconti e tradizioni che parlano di creature angeliche che sarebbero venute in contatto con l’uomo in epoca antecedente a quella definita “storica”. A queste storie è anche collegato il mito dei giganti.
Leggiamo nella Genesi:
“Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro figlie, i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante ne vollero. C’erano sulla terra i Giganti (Nephilim) a quei tempi, e anche dopo, quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell’antichità, uomini famosi.”
Dei giganti si trova traccia in numerosi altri passi della Bibbia. Io invece voglio riportare un passo dell’antichissimo libro di Enoch che fa parte della Bibbia Copta (i Copti sono i Cristiani di Etiopia):
“Ed accadde, da che aumentarono i figli degli uomini, che in quei tempi nacquero ad essi ragazze belle di aspetto. E gli angeli, figli del cielo, le videro, se ne innamorarono, e dissero fra loro: “Venite, scegliamoci delle donne fra i figli degli uomini e generiamoci dei figli. E si unirono con loro ed insegnarono ad esse incantesimi e magie e mostraron loro il taglio di piante e radici. Ed esse rimasero incinte e generarono giganti la cui statura, per ognuno, era di tremila cubiti.
E Azazel insegnò agli uomini a far spade, coltello, scudo, corazza da petto e mostrò loro quel che, dopo di loro e in seguito al loro modo di agire sarebbe avvenuto e gli mostrò anche il cambiamento del mondo.”
Il mito secondo il quale esseri superiori dettero l’avvio alla civiltà umana è presente in moltissime altre antiche tradizioni.
Comuni a molte tradizioni sono i miti che riguardano creature “angeliche” ed i Giganti.
Battaglie nel cielo tra schiere di angeli opposte, accoppiamenti tra angeli e le figlie degli uomini, strani oggetti volanti, non li troviamo solo nella Bibbia. Famosi sono i Vimana, oggetti volanti, citati nei Veda, nel Mahabharata, nel Ramyana ed in tantissimi altri testi della civiltà indoariana risalenti a migliaia di anni fa.
I Giganti poi li troviamo menzionati in quasi tutte le tradizioni più antiche, dalla Grecia, alla Cina, al Tibet, al Sud America.
Mi sembra opportuno, a questo punto, citare alcuni passi significativi tratti dall’Antico Testamento:
“ed ecco, vedemmo i giganti i figli di Anak che discendono dai giganti e ai nostri occhi noi eravamo di fronte ad essi come dei grilli ed ai loro occhi eravamo come dei grilli” (numeri XIII,33).
“Ecco, la sua bara era di ferro. La sua lunghezza è di nove cubiti, e la sua larghezza di quattro cubiti, secondo il cubito di un uomo”. (Deuteronomio 3). [Il cubito è una misura di lunghezza che vale circa mezzo metro].
“Chi mai sono costoro che volano sopra una nuvola,come piccioni che volano verso la loro piccionaia?” Isaia (60, 8 )
Concludiamo questa breve nota elencando rapidamente alcuni altri fatti misteriosi del lontano passato:
I Dogon, una popolazione del Mali nell’Africa subsahariana, nella loro tradizione orale, parlano della stella Sirio e soprattutto della sua compagna, Sirio B, rivelando nozioni astronomiche che avrebbero posseduto più di 5000 anni fa. Infatti Sirio è un sistema binario e Sirio B non è visibile ad occhio nudo ed è stata scoperta solo nel 1862.
A Palenque, sito archeologico Maya, fu scoperta la cosidetta tomba dell’astronauta: la raffigurazione sulla pietra tombale non puo’ ricordare altro che un razzo con un uomo alla guida. Egli sembra infatti afferrare con le mani i comandi di pilotaggio, mentre dietro la sua schiena c’è quella che potrebbe essere una raffigurazione simbolica di un motore, con le fiamme che fuoriescono.
In Perù si trovano le famose linee di Nazca. Queste linee vanno a formare giganteschi disegni ((la balena, il pappagallo, la lucertola lunga più di 180 metri, il colibrì, il condor, l’enorme ragno lungo circa 45 metri e molti altri). Ma il fatto sorprendente è che queste linee sono visibili solo dall’alto mediante aerei e la civiltà Nazca risale al 300 avanti Cristo!

fonte
https://giuseppemerlino.wordpress.com/